«Dovete essere rinnovati nel vostro spirito, che qui si chiama mens, e vuol dire animo». Così dice san Paolo. Ora dice Agostino che, in quella parte primaria dell'anima che si chiama mens, Dio ha creato, insieme all'essere dell'anima stessa, una potenza che i maestri chiamano ricettacolo o scrigno delle forme spirituali o delle immagini formate. Questa potenza fonda la somiglianza tra l'anima e il Padre, nel fluire, da un lato, della divinità, in cui egli ha riversato l'intero tesoro del suo essere divino nel Figlio e nello Spirito santo, nella distinzione delle Persone, e, d'altro lato, nell'effondere, da parte della memoria dell'anima, il tesoro delle sue immagini nelle altre potenze dell'anima.
Quando l'anima contempla, con questa potenza, secondo le immagini, che contempli l'immagine di un angelo o la sua propria, v'è pur sempre qualcosa di imperfetto in essa. Anche se contempla Dio in quanto Dio, o in quanto immagine, o in quanto Trinità, c'è sempre qualcosa di imperfetto in essa. Ma se tutte le immagini dell'anima vengono abbandonate, ed essa contempla soltanto l'unico Uno, allora il puro essere dell'anima trova il puro, libero da forme, essere della unità divina, un essere al di sopra dell'essere.
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