La vita di Meister Eckhart è ben conosciuta. È quella di un maestro in teologia e di uno spirituale autentico, che niente predisponeva particolarmente ai processi e alle censure di vario genere che gli sono toccati in retaggio, sovente per invidia, talora per prudenza, sempre per incomprensione.
Pochi fra coloro che condannano l'idolatria, e che fanno della sua repressione uno scopo di attività missionaria, hanno mai seriamente considerato l'uso reale delle immagini in una prospettiva storica o psicologica, o supposto un possibile significato nel fatto che la maggioranza degli individui di tutte le razze e in tutte le epoche, l'odierna inclusa, a eccezione dei protestanti, degli ebrei, e dei musulmani, si è servita di immagini in vario grado antropomorfiche ai fini della pratica religiosa.
«A volere che una setta o una repubblica viva lungamente è necessario ritrarla spesso verso il suo principio». Con queste parole Niccolò Machiavelli incomincia il libro terzo dei Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio. E sempre riferendosi a sette o repubbliche dice che «quelle alterazioni sono a salute che le riducono verso i principii loro. Ed è cosa più chiara che la luce, che non si rin-novando questi corpi, non durano».
Per un caso fortunato, poco tempo dopo che qui apparve il bello studio di J. Lassus sul mosaico della fenice a Dafne (1), il mito della fenice è stato il tema di un importante lavoro d’insieme dovuto a due studiosi belgi (2). Nell'opera si troveranno (p. XI-XXXII), comodamente riuniti, i testi essenziali: le poesie di Claudiano e di Lattanzio (o dello pseudo-Lattanzio), i capitoli 6-8 dell'Apocalisse dello pseudo-Baruch, il capitolo περὶ φοίνικος del Physiologus, e infine un capitolo del Physiologus di Vienna scoperto recentemente da F. Sbordone (3). Nel resto del volume (pp.
Ci si è ormai abituati a concepire il cerchio come il simbolo caratteristico della concezione paga-na del tempo e a vedere nella linea l'espressione più propria dell'idea cristiana del empo1. Non in-tendo certo mettere in discussione l'esattezza di questa simbologia e vedremo come già Bonaventura proponga analoghi ragionamenti.
« C'est toi d'abord dont nous célèbrerons la mémoire, Jean-Baptiste, fils de Zacharie, toi qui as rendu témoignage à la Lumière. En recevant ton nom révélé par un ange, tu as permis à ton père de retrouver la parole qu'il avait perdue. Tu es revêtu de l'esprit et de la vertu d'Élie, le prophète qui monta au ciel dans un char de feu, et qui doit revenir, avec Hénoch, porter témoignage avant le dernier jour. Car tu es un prophète, et plus qu'un prophète.
Stavo acquistando un canarino in un negozio di uccelli quando egli mi rivolse per la prima volta la parola, suggerendomi di comprare un esemplare dal piumaggio giallo meno brillante. «Il colore viene da quello che mangia» disse. «E va via, se non si sa come nutrirli. I canarini sono uno dei miei hobbies». Uscì dal negozio prima che potessi ringraziarlo. Era un uomo di mezza età, grigio di capelli, con una corta barba nera, e un aspetto molto simile a quello di un terrier Sealyham con occhiali d'argento.
En intitulant un de ses livres Je ne sais qu'épeler (1), formule empruntée au rituel du grade d'Apprenti, M. J. Corneloup avait sans doute voulu faire acte d'humilité. L'avouerons-nous ? Un tel titre ne nous semble pas très heureux. Qu'un haut Maçon, « Maître à tous grades » et « décoré de tous les honneurs », comme on disait autrefois, allègue ainsi son incapacité à « rassembler ce qui est épars » (2), cela pourrait risquer d'être considéré comme une déclaration publique « affichée », et pour ainsi dire « satisfaite », « d'ignorance ».
La storia della mistica cristiana è traversata dall'esigenza di circoscrivere, nella struttura dell'anima, un luogo o uno spazio in cui situare le grazie mistiche più elevate, e la suprema unione divina. Che cosa, nell'anima umana, è abbastanza nobile per unirsi senza intermediari, direttamente e intimamente, con la divinità? In quale parte di sé, l'anima è degna di divenire l'abitacolo e la dimora di Dio? Qual è la sede, qual è la speciale residenza di Dio nell'anima umana? Qual è, in essa, il luogo privilegiato offerto alla venuta dello Sposo?
La fonte più cospicua di notizie intorno a Cagliostro e specialmente intorno al processo fattogli in Roma per opera del S. Uffizio è costituita dalla: Raccolta di scritture legali riguardanti il processo di Giuseppe Balsamo detto Alessandro Conte di Cagliostro e di P. Francesco Giuseppe da S. Maurizio Cappuccino, innanzi al Tribunale del S. Uffizio di Roma (Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele di Roma. Manoscritto Fondo Vitt. Emanuele 245, di quasi carte 800).