Nous avons lu récemment, dans la revue Vers l'Unité (juillet-août et septembre-octobre 1926), sous la signature de Madame Th. Darel, une étude où se trouvent quelques considérations assez proches, à certains égards, de celles que nous avons eu, de notre côté, l'occasion d'exposer ici même. Peut-être y aurait-il des réserves à faire sur certaines expressions, qui ne nous paraissent pas avoir toute la préci-sion souhaitable ; mais nous n'en croyons pas moins intéressant de reproduire pour les lecteurs de Re-gnabit divers passages de cette étude.
En lisant l'importante étude que M. Charbonneau-Lassay a consacrée dernièrement au symbolisme du poisson (décembre 1926), il nous est venu à la pensée diverses réflexions que nous ne croyons pas inutile de formuler ici, à titre de complément à la première partie de cette étude. Et, tout d'abord, pour ce qui est des origines préhistoriques de ce symbole, nous inclinons pour notre part à lui reconnaître une provenance nordique, voire même hyperboréenne ; M.
Nel numero di Maggio della «Rassegna Massonica» un fratello 33 sostiene giustamente che in-vece di Frammassoneria bisognerebbe in buona lingua italiana dire «Ordine dei Liberi Muratori».
L'articolo 1 degli «Statuti Generali della Franca Massoneria in Italia. Seconda edizione. Dalla stamperia del G.O. d'Italia, 5812 (1812)» dice: «L'Istituzione della Reale Franca Massoneria è uno dei più antichi monumenti dell'umana sapienza, e appartiene alla classe degli Ordini Cavallereschi. Essa ha per fine il perfezionamento degli uomini col mezzo dei Membri che la compongono».
Uno scrittore massonico francese, J. M. Ragon, che gode tuttora in certi ambienti di considerevole autorità, ha scritto che «Roma non possedette mai che i Piccoli Misteri» ed ha affermato che Pitagora nel 241 a U. C. (sic) andò a farsi iniziare dai druidi in Alesia (1), la città che insieme alla iniziazione druidica dovea poi esser distrutta da Cesare, «ce barbare digne de Rome» (2). Apprezzamento in proposito altrettanto malevolo è quello di Stanislas de Guaita, uno dei più quotati occultisti francesi:
Potentissimo Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro, Ff∴ Car∴ della Risp∴ Loggia XX Settembre e Visitatori.
«Nel linguaggio del diritto pubblico romano, dice il Dizionario Epigrafico di Antichità Romane di Ettore De Roggiero (1922, pag. 37), fasces sono quei mazzi o fastelli composti di una scure (securis) e di più vimini o bacchette (virgae) legati insieme da una correggia, secondo la notizia di Lydus (De Mag. I, 32) di color rosso, e che servivano come insegna propria soprattutto dei magistrati superiori».
R. Le Forestier, che si è specializzato negli studi storici sulle organizzazioni segrete, massoniche e non, della seconda metà del XVIII secolo, ha pubblicato, qualche mese fa, un importante volume su La Franc-Maçonnerie occultiste au XVIIIe siècle et l’Ordre des Élus Coens (1).
Dagli scritti del Buhle, del Ragon, e da quelli più recenti del Hohler, del Silberer e del Wirth, ri-sulta manifesto che tra l'ermetismo e la massoneria hanno avuto luogo dei contatti sin dai primi an-ni del XVII secolo.
È stato detto più volte - e dovrebb'essere ben chiaro e noto a tutti i Massoni - che sulle espressioni dei Rituali, e persino su certe loro singole parole, si può meditare all'infinito. Vorrei proporre alla mia stessa e all'altrui meditazione un «semplice» avverbio: quel «finalmente» che nell'apertura dei lavori in Grado di Maestro qualifica la sovrapposizione del Compasso alla Squadra.