Dagli scritti del Buhle, del Ragon, e da quelli più recenti del Hohler, del Silberer e del Wirth, ri-sulta manifesto che tra l'ermetismo e la massoneria hanno avuto luogo dei contatti sin dai primi an-ni del XVII secolo.
Un esempio di più antico contatto tra simbolismo muratorio ed alchemico lo si trova nelle opere del Cardinale Nicolò da Cusa, il grande filosofo pitagorico del XV secolo, e precisamente in due passi delle «Excitationum ex sermonibus», di cui ci siamo già occupati e che abbiamo riprodotto in un articolo «Sull'Origine del Simbolismo muratorio», pubblicato nel numero di Giugno-Luglio 1923 della «Rassegna Massonica».
Ma esistono alcuni altri contatti, in origine forse ancora più antichi, tra la tradizione delle corpo-razioni muratorie e la tradizione ermetica, i quali, se non erriamo, non sono ancora stati osservati da parte degli scrittori di ermetismo e degli scrittori di studi massonici.
In una diecina almeno di quegli antichi documenti muratori, che sono noti sotto il nome di «Old Charges», trovasi menzionata una singolare (sic) figura di massone, che a noi sembra possa e deb-ba essere identificata con quella di un oscuro ma importante alchimista medioevale.
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| Reghini, Primi contatti tra Ermetismo e Massoneria.pdf | 79.18 KB |