Come nelle due parti dell'anima ci siano quattro differenti livelli di ragione

San Francesco di Sales

Autore

San Francesco di Sales

Nel tempio di Salomone c'erano tre cortili: uno per i gentili e gli stranieri che, volendo rivolgersi a Dio, venivano a Gerusalemme per adorarlo; il secondo per gli Israeliti, uomini e donne (giacché la separazione uomo-donna non fu operata da Salomone); il terzo per i sacerdoti e l'ordine dei Leviti; infine, c'era il Santuario, o sacra casa, a cui soltanto il sommo sacerdote aveva accesso una volta all'anno .
La nostra ragione o, per meglio dire, la nostra anima in quanto ragionevole, è il vero tempio del sommo Iddio, il quale vi dimora in modo particolare. Dice sant'Agostino: «Io ti cercavo fuori di me e non ti trovavo, perché tu eri in me» . Anche in questo tempio mistico ci sono tre cortili, ossia tre diversi livelli di ragionevolezza: al primo livello ci comportiamo secondo l'esperienza dei sensi; al successivo secondo le scienze umane; al terzo secondo la fede; infine c'è un'eccelsa e somma vetta della ragione e della facoltà spirituale, che non è guidata dalla luce della riflessione, né dalla ragione, ma da una semplice visione dell'intelletto e da un semplice sentimento della volontà, in forza dei quali lo spirito aderisce e si sottomette alla verità ed alla volontà di Dio.
Questa vetta e cima della nostra anima, questa suprema punta del nostro spirito è molto ben rappresentata dal Santuario o sacra casa. Infatti: 1. Nel Santuario non c'erano finestre per dar luce: a tale livello dello spirito non c'è riflessione alcuna che possa illuminare. 2. Nel Santuario tutta la luce entrava dalla porta: a questo livello dello spirito non entra nulla se non attraverso la fede, che genera, come per mezzo di raggi, la visione e il sentimento della bellezza e della bontà del beneplacito di Dio. 3. Nessuno entrava nel Santuario, tranne il sommo Sacerdote: in questa vetta dell'anima il dibattito non ha accesso, ma entra soltanto il grande, universale e sommo sentimento secondo il quale la volontà divina deve essere amata sopra ogni cosa, approvata ed abbracciata, non soltanto per qualche motivo particolare, ma per tutte le cose in generale, e non soltanto per tutte le cose in generale, ma per ogni cosa in particolare. 4. Il sommo Sacerdote, entrando nel Santuario, oscurava maggiormente la luce che filtrava dalla porta, gettando abbondanti profumi nell'incensiere, le cui volute di fumo attenuavano i raggi di luce che la porta lasciava passare: tutta la visione che si ha nella suprema vetta dell'anima è in certo modo oscurata e velata dalle rinunce e dai sacrifici che compie l'anima, la quale non desidera tanto vedere e guardare la bellezza della verità e la verità della bontà che le viene presentata, quanto invece abbracciarla ed adorarla. L'anima infatti vorrebbe quasi chiudere gli occhi, appena intravede la grandezza della volontà di Dio, per poterla più fortemente e perfettamente accettare senza doversi occupare a considerarla maggiormente e potersi unire perfettamente a lei e sottomettersi con una totale compiacenza. 5. Infine nel Santuario c'era l'Arca dell'alleanza e in essa, o almeno unite ad essa, c'erano le tavole della Legge, la manna in un vaso d'oro e la verga di Aronne, che era fiorita ed aveva dato frutto in una notte ; in questa suprema vetta dello spirito si trovano: 1. La luce della fede, raffigurata dalla manna racchiusa nel vaso, per mezzo della quale crediamo la verità dei misteri che non comprendiamo; 2. L'utilità della speranza, raffigurata dalla verga fiorita e feconda di Aronne, per la quale crediamo alla promessa dei beni che non vediamo; 3. La dolcezza della santissima carità, raffigurata dai comandamenti di Dio, che essa comprende, grazie alla quale crediamo all'unione del nostro spirito con quello di Dio, cosa che quasi non avvertiamo.

AllegatoDimensione
S. François de Sales.pdf26.11 KB