Il manoscritto Regius è il più antico testo muratorio inglese finora rinvenuto. È scritto in inglese medioevale, costituito da 794 versi in rima baciata, ed i paleografi del British Museum di Londra lo fanno risalire al 1390. È custodito nella British Library della capitale inglese, contraddistinto dal numero 17 A 1.
Costituisce, probabilmente, una trascrizione di copie anteriori. Fu pubblicato nel 1840 da James O. Halliwell-Phillipps, e successivamente nel 1844, con il titolo di The Early History of Freemasonry in England.
Il carattere massonico dell'opera fu scoperto dallo stesso Halliwell, che pure non era un libero muratore. Il manoscritto in precedenza era catalogato come un poema di regole morali.
Le comuni denominazioni di Regius Manuscript o di Poema regius sono state date al volume perché esso faceva parte della biblioteca reale, iniziata tra la fine del XV secolo e il principio del XVI da Enrico VII, fondatore della dinastia dei Tudor, e donata al British Museum nel XVIII secolo da Giorgio II.
Gli americani designano solitamente il testo come Halliwell Manuscript.
Il libro è costituito da pagine di circa quattro pollici per cinque e mezzo, ossia approssimativamente di dieci centimetri per quattordici. È scritto su pergamena di grana molto fine e fu rilegato - cosi come oggi lo si conserva - probabilmente intorno al 1838.
La copertina del testo reca su entrambe le facce le insegne reali di Giorgio II e la data del 1757: anno nel quale il re, con un atto convalidato dal Sigillo della Corona d'Inghilterra, donò, come già accennato, la biblioteca del suo palazzo, contenente il manoscritto, al British Museum.
Precedentemente il volume era di proprietà di John Theyer, un erudito collezionista di libri del XVII secolo, originario del Gloucestershire.
Il testo è menzionato per la prima volta nel 1670, in un inventario della biblioteca di costui. Fu venduto, pochi anni dopo, ad un libraio di Londra, Robert Scott; ed infatti se ne trova indicazione in un inventario delle disponibilità librarie di quest'ultimo, compilato nel 1678.
Si reputa che il Regius sia pervenuto alla casa regnante inglese per la vendita fattane dallo Scott a Carlo II vissuto dal 1630 al 1685 e salito al trono nel 1651. Si sa di certo che entrò a far parte della biblioteca reale e che vi rimase sino al 1757, anno in cui - come già abbiamo visto - Giorgio II ne fece dono al British Museum.
Nel Catalogous Manuscriptorum Angliae del Bernard, pubblicato ad Oxford del 1697, il volume è menzionato a pag. 200 del repertorio, tra i libri della biblioteca reale. Nel suo Catalogue of the Manuscripts of the Old Royal Library, stampato nel 1734, David Casley lo annovera similmente, classificandolo come Poem of Moral Duties.
Non si può sapere con certezza come il manoscritto sia pervenuto a John Theyer, suo primo proprietario di cui si abbia notizia incontrovertibilmente documentata. Knoop, Jones e Hamer hanno formulato l'ipotesi che, prima dello scioglimento dei monasteri decretato da Enrico VIII appartenesse al priorato di Lanthony, che aveva giurisdizione religiosa nel Gloucestershire. L'ultimo priore di Lanthony, andato ad abitare con una sorella, avrebbe portato con sé i più preziosi manoscritti del priorato. Questa sorella del priore era bisnonna di John Theyer, che avrebbe avuto il Regius in eredità con altri manoscritti. Trovatosi cosi in possesso di una già cospicua collezione, il Theyer l'avrebbe poi arricchita con nuovi acquisti per la sua passione di erudito bibliofilo.
La tesi non può essere respinta; ma non può nemmeno essere accettata per assolutamente veritiera, mancando di documentazione probante. Va però riferita, giacché potrebbe essere avvalorata da ulteriori più approfondite ricerche o da documenti di rinvenimento casuale.
Si è detto che il contenuto massonico del documento fu scoperto soltanto nel XIX secolo. È opportuno ricordare adesso più dettagliatamente che questo avvenne quando il già citato James O. Halliwell-Phillipps ne parlò nella sua memoria On the Introduction of Freemasonry into England, presentata alla Società degli Antiquari nella sessione 1838-1839.
Il manoscritto è redatto con il caratteristico stile del periodo al quale appartiene, in una lingua tanto notevolmente diversa dall'inglese moderno che Roderick H. Baxter, che fu Maestro Venerabile della Loggia di ricerca Quatuor Coronati di Londra e presidente dell'Associazione per la ricerca massonica di Manchester, ritenne opportuno divulgarlo dopo un'accorta e paziente modernizzazione del testo, per renderne agevole la lettura e la comprensione.
Numerosi sono gli studi condotti, con maggiore o minore sviluppo, sul Poema regio. Fra questi rimane ancor oggi fondamentale quello pubblicato nel 1889 nel primo volume della raccolta Antigrapha della Loggia Quatuor Coronati di Londra.
Nel novembre del 1914, Baxter lesse in una Loggia di ricerca di Leicester un'importantissima tavola da lui scolpita sull'argomento e i brani essenziali di essa sono riportati alla voce Halliwell Manuscript nel primo volume dell'Encyclopedia del Mackey: voce che include anche e completa la già menzionata trascrizione Baxter del Poema regio in inglese modernizzato.
Il Poema regio è costituito da due parti, variamente articolate.
La prima parte si estende per 496 versi ed è suddivisa in due ampie trattazioni:
1) l'una storica, che espone la fondazione della Massoneria operativa in Egitto ad opera di Euclide (vv. 1-57) e la diffusione successiva dell'Arte sino alla sua introduzione in Inghilterra nel X secolo, ai tempi del re Atelstano, che ne sanziona solennemente le costituzioni (vv. 58-86);
2) l'altra normativa, estesa tra i vv. 87 e 496, divisa a sua volta in quindici articoli (vv. 87-260), in quindici punti (vv. 261-470) e in un decreto a sé stante, relativo all'assemblea generale dei massoni con la presenza dei più eminenti signori del luogo (vv. 471-496).
La seconda parte, che comprende i vv. 497-794, è costituita da una lunga appendice contraddistinta dal titolo unico Ars quatuor coronatorum, articolata in elementi derivati da narrazioni di fede, da cognizioni di comune diffusione in quell'epoca, da prescrizioni religiose e da regole di comportamento civile:
1) la leggenda dei Quattro Coronati (vv. 497-534);
2) la leggenda della torre di Babele (vv. 535-550);
3) l'istituzione delle arti liberali da parte di Euclide (vv. 551-576);
4) i doveri verso la Chiesa (vv. 577-692);
5) le buone maniere nella vita in comunione e nelle varie evenienze della convivenza sociale (vv. 693-794).
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