L'apofasi e la teologia trinitaria

Vladimir Lossky

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Lossky, Vladimir

La via negativa della conoscenza di Dio è un procedimento ascendente del pensiero che elimina progressivamente dall'oggetto che vuole raggiungere ogni attribuzione positiva per arrivare, alla fine, a una specie di afferramento per suprema ignoranza di colui che non potrebbe essere un oggetto di conoscenza. Si può dire che è un'esperienza intellettuale di scacco del pensiero davanti all'al di là del concepibile. Di fatto la coscienza dello scacco dell'intelletto umano costituisce un elemento comune a tutto quel che possiamo chiamare apofasi o teologia negativa, sia che essa resti nei limiti dell'intellezione, constatando semplicemente l'inadeguatezza radicale tra il nostro pensiero e la realtà che vuole raggiungere, sia che voglia superare i limiti dell'intelletto, prestando all'ignoranza di ciò che Dio è nella sua natura inaccessibile il valore di una conoscenza mistica superiore all'intelletto, hyper noun.
Il momento apofatico, in quanto coscienza dello scacco intellettuale, è presente sotto forme diverse nella maggior parte dei teologi cristiani (le eccezioni sono rare). Si può dire ugualmente che esso non sia estraneo all'arte sacra dove lo scacco dei mezzi di espressione artistica, intenzionalmente mostrato nell'arte stessa dell'iconografo, corrisponde alla dotta ignoranza del teologo.
Tuttavia, come l'apofatismo iconografico, «antinaturalista», non è un'iconoclastia, così la via negativa, antirazionalista, non è una gnosimachia: essa non può giungere alla soppressione del pensiero teologico senza intaccare il fatto essenziale del cristianesimo ovvero l'incarnazione del Verbo, evento centrale della rivelazione che rende possibile sia l'iconografia sia la teologia.
L'apofasi dell'Antico Testamento, che si esprimeva nel divieto di ogni immagine, è stata soppressa dal fatto che «l'Immagine della sostanza del Padre» si è rivelata, avendo assunto la natura umana. Un nuovo momento negativo, tuttavia, è entrato nel canone dell'arte delle icone, il cui schematismo sacro è un richiamo al distacco, alla purificazione dei sensi allo scopo di contemplare nell'espressione sensibile la persona divina venuta nella carne. Allo stesso modo, per il pensiero neotestamentario, quel che vi era di negativo e di esclusivo nel monoteismo giudaico si è dissolto di fronte alla necessità di riconoscere in Cristo una persona divina consustanziale al Padre. Ma, affinché la teologia trinitaria divenisse possibile, si è reso necessario che l'apofasi presiedesse allo spogliamento del pensiero, dovendo il pensiero elevarsi a una nozione di Dio trascendente ogni rapporto con l'essere creato e assolutamente indipendente in quel che è dall'esistenza delle creature.

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