La Cabbalà in Italia (1280-1510).

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Autore

Idel, Moshe

Dalla Premessa dell’Autore:

Il presente volume costituisce un primo tentativo di analisi delle fasi principali dell'evoluzione della Cabbalà in Italia, dalle sue prime manifestazioni negli ultimi decenni del XIII secolo fino al primo decennio del XVI secolo. Saranno qui esaminati vari corpora letterari, composti in Italia da autori che concepivano la loro produzione in termini «cabbalistici» e che si rivolgevano a un pubblico che condivideva la loro stessa percezione della trasmissione dei testi. Data l'impossibilità di definire in maniera univoca la Cabbalà - altrettanto vana dei tentativi di definire altri corpora quali la filosofia, la scienza, la poesia o la magia -, per la scelta del materiale da analizzare ho deciso di ricorrere ai due criteri appena ricordati: il materiale oggetto di studio sarà considerato «cabbalistico» se gli autori lo considerarono tale e se in tale veste fu accettato da altri cabbalisti.
Non intendo presentare una storia della cultura ebraica in Italia, né tanto meno una storia del pensiero ebraico italiano. Le finalità di questa mia impresa sono più circoscritte. In questa sede mi occuperò poco, ad esempio, di alcune forme mistiche ebraiche, quali la letteratura degli Hekalot - ben nota nella penisola e di cui avremo comunque occasione di parlare, seppur concisamente -, né degli aspetti mistici della filosofia ebraica che si svilupparono sul suolo italiano, anch'essi qui trattati sommariamente. Senza voler separare la Cabbalà dalle varie letterature che la ispirarono - in particolare le tradizioni dell'ebraismo «classico», la filosofia in molte sue forme medievali, la magia o l'astrologia -, ho deciso di concentrarmi sugli aspetti a mio parere più caratteristici delle produzioni prese in esame. Analogamente, tenterò di confrontare alcuni fenomeni cabbalistici con manifestazioni parallele della cultura italiana.

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