Parte Quinta. XII.
Alla sera il principe Andrea e Pierre montarono in carrozza e partirono per Lissia Gori. Il principe Andrea, guardando Pierre, interrompeva di quando in quando il silenzio con discorsi che dimostravano ch'egli era in una buona disposizione d'animo. Additandogli i campi, gli parlava dei perfezionamenti da lui introdotti nella coltivazione. Pierre taceva con un'aria tetra, rispondeva a monosillabi, e pareva assorto nei suoi pensieri. Pensava che il principe Andrea era infelice, che era in errore, che non conosceva la vera luce e che egli, Pierre, doveva soccorrerlo, illuminarlo e sollevarlo. Ma non appena Pierre si domandava che cosa e come avrebbe detto, presentiva che il principe Andrea con una sola parola, con un solo argomento, avrebbe distrutto tutta la sua dottrina, e temeva d'incominciare, temeva di esporre al rischio di una beffa le fede che gli era cara e sacra.
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| Tolstoi_Guerra_e_pace.pdf | 22.37 KB |